Cremazione

Quello della cremazione è un rituale diffuso tra le popolazioni indoeuropee sin da migliaia di anni prima di Cristo. Presso i Greci e i Romani, e nel mondo pagano in generale, la pratica era molto comune.

Con l’avvento del Cristianesimo, si affermò la sepoltura, poichè si riteneva che la pratica della cremazione potesse impedire la resurrezione del corpo. Sino al XIX secolo, la cremazione rimase un fenomeno raro in Europa.

La Chiesa cattolica, a partire dagli anni ’60, mostrò un atteggiamento di maggiore tolleranza verso il rito, ponendo però la condizione che non venisse praticato in virtù di opinioni contrarie al dogma cristiano.

È rimasto però un vincolo relativo alla conservazione delle ceneri, che devono essere obbligatoriamente deposte in cimitero, e non disperse o conservate in casa o in giardino. Al contrario, le Chiese ortodosse e protestanti non si oppongono a tali pratiche.

Il rituale consiste nella riduzione della salma nei suoi elementi base tramite il fuoco. La bara con il corpo viene introdotta, attraverso apposite guide, nel forno crematorio, dove inizia la combustione.

Dopo un paio d’ore, i resti vengono spinti verso una zona di raffreddamento, raccolti, e posti su un setaccio a vibrazione, per eliminare le polveri più fini. Gli elementi metallici (chiodi della bara, eventuali protesi ecc.) vengono separati dai resti ossei e dalle ceneri tramite una calamita, e le spoglie mortali vengono deposte in un’urna da consegnare ai familiari.